15° GALLIO FILM FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO 2011
SABATO 23 luglio
GRANDI AUTORI EVENTI
ore 21.00 NOTIZIE DEGLI SCAVI
di Emidio Greco – Italia – 2010
interverrà l’autore
a seguire GRANDI AUTORI OPERE PRIME
di Roberto Rossellini – Italia – 1941
domenica 24 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 UN GIORNO DELLA VITA
di Giuseppe Papasso – 87’
OMAGGIO A GIANLUCA ARCOPINTO
ore 17.45 TARDA ESTATE
di Antonio Di Trapani, Marco De Angelis – 85’
FILM IN CONCORSO
ore 21.00 SULLA STRADA DI CASA
di Emiliano Corapi – 83’
interverrà l’autore
lunedì 25 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 LA FONTANA DI MORU’
di Gianluca Sulis – 92’
FILM IN CONCORSO
ore 17.45 LETTERE DAL DESERTO
(Elogio della lentezza)
di Michela Occhipinti – 88’
interverrà l’autrice
DOCUMENTARIO ITALIANO
ore 21.00 MILLE GIORNI DI VITO - 10’
di Elisabetta Pandimiglio
SEM TERRA - 12’
TACCONE. FUGA IN SALITA - 30’
di Elisabetta Pandimiglio e Cesar Meneghetti
presentazione del libro
di Gian Luca Arcopinto e Elisabetta Pandimiglio
interverranno gli autori
martedì 26 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 INTO PARADISO
di Paola Livia Randi – 104’
OMAGGIO A GIANLUCA ARCOPINTO
ore 18.00 ET IN TERRA PAX
di Matteo Brotugno e Daniele Coluccini – 89’
FILM IN CONCORSO
ore 21.00 IL PRIMO INCARICO
di Giorgio Cecere – 90’
interverrà l’autore
mercoledì 27 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 GANGOR
di Italo Spinelli – 91’
FILM IN CONCORSO
ore 18.00 L’AFFARE BONNARD
di Annamaria Panzera – 96’
interverrà l’autrice
DOCUMENTARIO ITALIANO
ore 21.00 BIKE BABA - 56’
di Daria Menozzi
interverrà l’autrice
RITALS. Domani me ne vado - 80’
di Annalisa e Sophie Chiarello
giovedì 28 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 LA PECORA NERA
di Ascanio Celestini – 93’
FILM IN CONCORSO
ore 18.00 HAI PAURA DEL BUIO?
di Massimo Coppola – 90’
FILM IN CONCORSO
ore 21.00 PASSANNANTE
di Sergio Colabona – 82’
interverrà l’autore
venerdì 29 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 20 SIGARETTE
di Aureliano Amadei – 94’
FILM IN CONCORSO
ore 17.45 IL CACCIATORE DI ANATRE
di Egidio Veronesi – 95’
interverrà l’autore
FILM IN CONCORSO
ore 21.00 CORPO CELESTE
di Alice Rohrwacher – 98’
interverrà l’autrice
sabato 30 luglio
FILM IN CONCORSO
ore 16.00 I GIORNI DELLA VENDEMMIA
di Marco Righi – 82’
interverrà l’autore
serata finale
e premiazioni
ore 21.00 Alla presenza della Giuria del Festival
verrano premiati:
Miglior film
Miglior attore
Miglior regia
Miglior attrice
Miglior sceneggiatura
Premio del pubblico
GIURIA
Emidio Greco – presidente (regista)
Gianluca Arcopinto (produttore e regista)
PAOLO COTTIGNOLA (montatore)
gabriella gallozzi (giornalista, critica cinematografica)
PIERSANDRO PALLAVICINI (scrittore)
Elisabetta Pandimiglio (regista , scrittrice)
FABIO ROSI (regista)
MICHELE SERRA (giornalista, critico cinematografico)
seguirà la proiezione del film vincitore
NOTIZIE DEGLI SCAVI il nuovo film di Emidio Greco
GALLIO, 30 Luglio 2010. Nel mezzo del Festival di Gallio veniamo a spere che il nuovo film di Emidio Greco, NOTIZIE DEGLI SCAVI, sarà presentato al prossimo Festival del Cinema di Venezia, nella sezione Ufficiale, Fuori Concorso.
Approfittiamo della presenza del regista, a Gallio nella sua veste di Presidente della Giuria, per fare quattro chiacchiere sul film, che ha come protagonisti Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini ed è tratto dall’omonimo racconto di Lucentini.
Ogni volta in cui si incontra Emidio Greco, si ha la sensazione di incontrare un personaggio d’altri tempi, un intellettuale raffinato, che all’inizio inibisce sempre, quasi spaventa. Ha tuttavia, Emidio, il raro dono della familiarità; si racconta con la semplicità dell’intelligenza, con il ritmo di chi sa dare tempo agli altri. Abbatte così, parola dopo parola, ogni distanza con il suo interlocutore, che subisce, senza nemmeno accorgersene, l’annientamento di ogni metus riverenziale.
Emerge, dalla chiacchierata con Emidio Greco, uno strano sentimento che lo lega, prima ancora che al suo prossimo film, ai personaggi del racconto di Lucentini. Personaggi che egli ha frequentato, dentro di sé, per quarant’anni, cercandoli, percorrendoli, interrogandoli incessantemente, fino a conoscerli in modo intimo. Fino a provare, nei loro confronti, un affetto resistente, quotidiano. Come quello che proviamo soltanto per i fantasmi che ci portiamo dentro.
Iniziamo la chiacchierata da una domanda qualunque, nella consapevolezza che, da qualsiasi luogo si inizi, il viaggio sarà comunque interessante.
Che cosa ha visto nel racconto di Lucentini, al punto da volerne fare un film?
NOTIZIE DEGLI SCAVI è considerato uno dei più bei racconti italiani del secondo dopoguerra.
L’ho letto, per la prima volta, nel 1964 e ne sono rimasto folgorato. Ne ho scritto immediatamente una sceneggiatura, con la quale ho partecipato al concorso per l’ammissione al Centro Sperimentale di Roma. Piacque così tanto che ho rischiato di fare subito il film. Ma il progetto non si è realizzato.
Sono passati 46 anni e il racconto mi è tornato in mente, per la sua incredibile attualità. E’ più attuale oggi che nel ‘64. Allora, in pieno boom, era davvero difficile rendere verosimile il personaggio del protagonista, un uomo emarginato, disadattato, chiuso nel suo guscio. Era talmente fuori delle righe da non trovare spazio nell’Italia degli anni ’60. Nel 2010, un personaggio del genere è invece comune e diffuso. E quindi è più credibile di quanto non fosse nell’Italia del ’64.
Il protagonista del racconto, il Professore, vive in un appartamento occupato da prostitute, dove lui stesso lavora come factotum. Che cosa l’ha colpita del personaggio?
Il Professore è un uomo che usa la sua condizione personale per difendersi, per evitare che la realtà lo travolga più di quanto non l’abbia già travolto. Si rifugia in un’esistenza da topo, una condizione esistenziale minima, per difendersi. Le contingenze vere, serie, gli sfuggono. Non vuole vederle. E si distrae, seguendo il filo del suo pensiero.
La realtà si incarica di riportalo con i piedi per terra: incontra la Marchesa, una prostituta. E tra i due personaggi nasce un improbabile sentimento di simpatia. Improbabile perché non era minimamente ipotizzabile che la Marchesa potesse interessarsi ad uno come lui, né era ipotizzabile che lui potesse nutrire alcuna simpatia per un altro essere umano.
Solo che le cose non sono senza conseguenze: questo scambio, da una parte costringe il professore a prendere coscienza della sua condizione, dal’altro lo obbliga ad accettare fino in fondo il personaggio della Marchesa. Fare la prostituta non è un mestiere indifferente, soprattutto se a esercitarlo è una persona per cui provi un improvviso sentimento di simpatia.
Le cose si complicano, ma i due personaggi decidono di vivere la vita nonostante tutto.
Ecco, questo mi colpiva e commoveva al tempo stesso: vedere questi due emarginati, legati da un filo invisibile, affrontare il mondo.

Giuseppe Battiston Iaia Forte Francesca Fava e Anna Paola Vellaccio in una scena del film Notizie degli scavi
Sembra che Lei sia innamorato del personaggio del Professore, prima ancora che del racconto…
Questo è vero. Il personaggio è per molti aspetti simile al protagonista del mio precedente film, L’UOMO PRIVATO, che metteva in campo una serie di schermi per preservarsi dalla realtà. Certo lui era uomo privilegiato, di successo, l’esatto contrario del Professore. Ma anche l’altra faccia della stessa medaglia, visto che entrambi si difendono dalla realtà.
Con la differenza che il Professore non mette in atto le sue difese “lucidamente”, ma “naturalmente”. Lui è così, a differenza de “L’Uomo Privato” che si proteggeva con maggior consapevolezza e artificio.
Spesso il suo è un “cinema di cose”. Che funzione hanno le cose, gli oggetti in questo film?
La svolta del Professore è la conseguenza di una visita agli scavi di Villa Adriana di Tivoli, visita che lavora nel profondo. Le cose, in questo caso le pietre, hanno, per il personaggio, la capacità misteriosa di risvegliarlo alla coscienza. E questo risveglio lo unisce alla Marchesa. Se non avesse fatto questa visita, forse non gli sarebbe successo nulla.
Alcuni oggetti, già prima, avevano una forte attrazione per il Professore, perché si distraeva attirato dalla voce delle cose secondarie. Si bloccava, perdendosi in un maccherone schiacciato per terra, la minestra, un bignè rimasto nel piatto. Fino alla visita a Villa Adriana questa attrazione per gli oggetti è soltanto una caratteristica del suo modo di sottrarsi al mondo. Invece gli scavi hanno la diversa funzione di aprigli un nuovo mondo.
Il professore è circondato di donne. Che cosa rappresentano le donne per lui?
Fin che non conosce La Marchesa, le donne sono delle semplici lavoratrici. Lui non poteva ipotizzare che una donna potesse mostrare interesse per lui. Le donne erano messe tra parentesi come tutta la realtà. Lui era attratto dal pettegolezzo, non dalla sostanza delle cose. Dopo l’incontro con la Marchesa, le cose cambiano e lui non può più tornare indietro. Accetteranno, lui e la Marchesa, di vivere la vita, con un pedaggio non indifferente, perché non potranno più sospendere il giudizio su se stessi e sulle cose. E la consapevolezza crea dolore. In questo senso quello di Lucentini, è un racconto etico.
Come è arrivato alla scelta degli attori protagonisti, Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini?
Per l’attore il percorso è stato lungo. Ci pensavo da 46 anni, mi sono venuti in mente diversi attori. In un primo momento ho pensato che il personaggio avesse 50-55 anni. Poi mi sono accorto che, nel racconto, è molto più giovane, un 40nne…
Quindi cercavo un quarantenne, con una presenza fisica forte. E sono arrivato a Giuseppe Battiston.
Che Giuseppe fosse un bravo attore non avevo alcun dubbio. Lui ha letto il racconto ed ha perso la testa. Ha aderito al personaggio in modo incredibile. Battendo il primo ciack, mi sono detto che era una gran bella fortuna, perché il personaggio era là. Il Professore era là, in un Giuseppe Battiston che univa la bravura, la giovinezza e una presenza fisica che riempiva lo schermo.
E Ambra Angiolini?
Nel caso di Ambra, sono andato ad intuito.
L’avevo vista nei film precedenti e ne avevo colto la bravura. Ma era altro che mi interessava: da un lato la naturale malinconia del suo fisico e del suo volto, dall’altro la sua capacità di manifestare una altrettanto naturale ironia.
Vedendo il film dopo il primo montaggio, ha pensato che Lei è cambiato?
Sì, in effetti ho pensato che in questo film ho accentuato una strada che avevo già preso. Negli ultimi film c’è una coloritura più esistenzialistica rispetto ai primi lavori e in questo sono cambiato, c’è maggiore attenzione ai sentimenti.
E per quanto riguarda lo stile, sono un po’ meno paranoico di come potevo esserlo all’inizio. Poi magari non sono cambiato per niente.
Non voglio dire che mi sono lasciato andare… non mi lascio mai andare a sufficienza, come dicono i miei collaboratori… Ma diciamo che mi sono lasciato andare abbastanza (ride, ndr).
Lei è regista e sceneggiatore del film. Qual è stato il problema maggiore nell’adattare il racconto per il cinema?
Il racconto di Lucentini è in prima persona: il personaggio del professore racconta sé stesso, la sua quotidianità, i suoi pensieri. La logica del racconto è la sua soggettività. Il film, al contrario, è oggettivo. Il problema maggiore era recuperare oggettivamente una logica che nel libro è soggettiva. E non era facile, perché si trattava di rendere verosimile ciò che nel racconto ha la verosimiglianza della soggettività.
Nel testo di Lucentini il Professore parla di una serie di cose con un suo linguaggio … e tu lo segui ed è verosimile perché è il suo punto di vista sul mondo. Al cinema quel personaggio diventa un uomo in carne ed ossa e le sue parole diventano voce. Una delle cose più difficili, era rendere quel personaggio, quei racconti e quel linguaggio verosimili. Spero di averlo fatto per il meglio, grazie anche all’interpretazione di Battiston.
Il film è stato selezionato dal Festival del Cinema di Venezia. Che cosa significa per Lei tornare a Venezia?
Innegabile che mi faccia molto piacere. Ho girato a Giugno di quest’anno. Ho montato il film in 8 giorni, a Luglio e l’ho mandato a Venezia “al grezzo”, senza musica, senza effetti speciali, non mixato. Dopo pochi giorni dall’invio, mi hanno chiamato per dirmi che l’avevano preso. Mi ha fatto molto piacere.
Vedendo il film si ha l’impressione che, nella prima parte, tutto ruoti attorni al Professore, che la sua soggettività sia così dominante da fare del Professore l’unico personaggio, l’unica presenza, anche fisica. Fino a che non arriva la Marchesa che si rivela, nella sua fragilità, di una forza incredibile, capace di affiancarsi, anche come presenza, al Professore, di tenergli testa, di dividere lo spazio e il tempo con lui….
E’ esattamente così.
Nella prima parte c’è il Professore. Lui è lui, gli altri sono nella convenzione. Lui si presenta e dice “io sono io, parlo così, vivo così”. Da qui, l’idea che lui appaia in carne ed ossa e gli altri come personaggi di una verità “con meno carne e sangue” di quanti ne abbia lui. Lui è lui. Le altre sono la padrona della casa, le prostitute, parlano per frasi fatte.
La Marchesa diventa anche lei una presenza reale. Lei è forte, perché di solito le donne sono più forti degli uomini. E comunque sia, è lei che muove le cose tra i due. Se fosse per lui non cambierebbe nulla. Lei supera l’incidente del suicidio (la Marchesa tenta il suicidio e incontra il Professore durante la convalescenza, ndr) ed è costretta ad accettarsi per quello che è. Nel momento in cui accetta la sua condizione, vuole che anche l’altro accetti la propria. Lei sta accettando un emarginato. E queste due esistenze di emarginati si accettano reciprocamente e affrontano la vita. In questo senso mi sono lasciato andare palesemente… Piangono alla fine.
Emidio Greco ha pianto?
(Ride ndr). Sì… No. Non ho pianto. Diciamo che sono rimasto molto toccato (ride ancora ndr).
Igor Brunello e Laura Moretto
Un grazie particolare a Emidio Greco. Le foto di scena sono di Massimiliano CilliPROGRAMMA della 14° edizione
SERATA INAUGURALE
sabato 24 ore 20.30
METROPOLIS
regia di Fritz Lang – Germania – 1927
improvvisazioni organistiche del M° Ferruccio Bartoletti
CHIESA PARROCCHIALE – Gallio
DOMENICA 25 luglio
ore 16.00
Nord di Rune Denstad Langlo
ore 17.30
7/8 di Stefano Landini
ore 20.45
Non è ancora domani – la Pivellina
di Tizza Covi e Rainer Frimmel
interverrà l’attrice Patrizia Gerardi
LUNEDì 26 luglio
ore 17.30
Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli
ore 20.30
La terra nel sangue di Giovanni Ziberna
interverrà l’autore
MARTEDì 27 luglio
ore 16.00
Good morning Aman di Claudio Noce
ore 18.00
18 anni dopo di Edoardo Leo
ore 20.45
Una notte blu cobalto di Daniele Gangemi
interverrà l’autore
MERCOLEDì 28 luglio
ore 16.00
La doppia ora di Giuseppe Capotondi
ore 18.00
Donne senza uomini di Shirin Neshat
ore 20.45
Le tue parole di Stefano Terraglia
interverrà l’autore
GIOVEDì 29 luglio
ore 17.30
Dieci inverni di Valerio Mieli
ore 20.45
La bocca del lupo di Pietro Marcello
interverrà l’autore
VENERDì 30 luglio
ore 16.00
Christine Cristina di Stefania Sandrelli
ore 17.30
L’uomo che verrà di Giorgio Diritti
ore 20.45
L’uomo fiammifero di Marco Chiarini
interverrà l’autore
SABATO 31 luglio
ore 10.30
corto d’autore Gita a Santo Stefano di Emidio Greco
a seguire Discorrendo di Cinema - incontro conferenza
con Emidio Greco e Giuseppe Battiston
ore 16.00
Panico al villaggio di Vincent Patar, Stéphane Aubier
ore 17.30
Le quattro volte di Michelangelo Frammartino
interverrà l’autore
ore 20.30
Serata finale e premiazioni
la Giuria del festival assegnerà i premi:
miglior film
miglior regia
miglior sceneggiatura
miglior attrice
miglior attore
premio del pubblico
Seguirà la proiezione del film vincitore
Edizione 2010
Programma 2010
Presentazione 2010
Film in concorso 2010
Grandi autori eventi 2010
Opere prime internazionali 2010














