IL CINEMATOGRAFO AL FRONTE

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IL CINEMATOGRAFO AL FRONTE

In ogni battaglia i primi ad essere soggiogati sono gli occhi.
TACITO, La Germania

Il 1914 è un anno cruciale per la Storia dell’umanità: inizia la Grande Guerra, che segnerà la morte del modello politico liberale del XIX secolo, la nascita dei partiti di massa del XX e la vittoria della cultura dell’immagine su quella della parola.
Il cinema ne diventa il principale veicolo e si afferma il lungometraggio – la forma che conferisce al cinema un respiro tale da poter fare concorrenza al romanzo e al teatro.
Lo scoppio delle ostilità coglie tutti impreparati ed il Cinema non è da meno. La maggior parte dei film del periodo 1914-18 infatti raffigurano questa guerra “nuova”, tecnologica e massificata, attraverso i modelli ricavati dalla tradizione narrativa e figurativa dell’Ottocento e solo nel corso degli anni venti e trenta il cinema sarà in grado di cogliere il senso profondo della Prima Guerra Mondiale. E’ la prima guerra moderna, una guerra industriale, combattuta da eserciti di massa i cui membri esperimentano per la prima volta la potenza distruttiva di questa “età delle macchine”. Una guerra totale che viene combattuta nelle officine oltre che sul campo di battaglia, una guerra in cui scompare la distinzione tra civili e militari.E’ fondamentale per le nazioni belligeranti che tutti i cittadini si sentano coinvolti nello sforzo bellico: ecco allora i primi tentativi di inviare al fronte alcuni operatori per filmare la vita dei soldati nelle trincee, cosa fino a quel momento osteggiata dai vertici militari per evitare un effetto negativo sul morale del fronte interno.

Tra il 1916 e il 1918 si realizzano documentari, cinegiornali e brevi spot propagandistici per trasmettere le parole d’ordine del governo (non diffondere notizie riservate, risparmiare le materie prime, acquistare i buoni del prestito di guerra…); solo successivamente si tenterà di rappresentare l’esperienza della Grande Guerra attraverso i film di finzione (il sonoro apparirà nel 1927). I grandi documentari dal fronte lasciano così spazio alla memoria ed alle testimonianze dei reduci; la narrativa diventa un fiume in piena ed il Cinema ne attinge a piene mani. Ed è soprattutto un cinema antimilitarista che esce dall’esperienza della trincea.
Il nostro è un tentativo di avvicinare il pubblico a delle opere cinematografiche sulla Grande Guerra che hanno segnato un percorso importante nell’ immaginario del Novecento. La nostra ricerca non è definitiva, sta ancora continuando (molte opere non sono ancora visibili, alcune introvabili o distrutte) ma confidiamo di poter fornire una visione singolare di un periodo storico non ancora definitivamente compreso.

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