La nave bianca
domenica 23 luglio ore 22,30 circa
SINOSSI
L’azione si svolge su una nave da battaglia e la vicenda narra la vita che su di essa vi trascorre l’equipaggio. Nei momenti di riposo i marinai si dedicano alla corrispondenza e il loro pensiero va presso le persone care. Viene l’ordine di partire e la nave leva le ancore per la battaglia che sarà accanita e durante la quale un grave colpo la danneggerà. Vari marinai rimangono feriti e vengono trasportati su di una nave ospedale, la “nave bianca”, dove prestano servizio con impareggiabile dedizione le infermiere volontarie della Croce Rossa.: tra esse uno dei marinai ritroverà la fidanzata che aveva lasciato piangente sulla banchina del porto. Con le amorevoli cure i marinai riacquistano la loro baldanza, ma il pensiero che la loro nave, colpita, non è rientrata dopo la battaglia, li rattrista profondamente. Ma presto anche essa, benché avariata, rientrerà in porto e l’allegria unita a un po’ di commozione, ritornerà tra i feriti.
NOTE CRITICHE
La nave bianca è un film girato in Puglia nel 1941 e distribuito nelle sale cinematografiche a partire dall’estate del 1942. È un vero e proprio esperimento, tutto sommato riuscito. Narra la storia d’amore che nasce tra una crocerossina ed un militare ferito su una nave bianca appunto, ossia una nave ospedale, bianca per non essere bombardata. Le novità rilevanti sono due: il taglio documentaristico di molte scene (la marina militare lo ha commissionato e finanziato) e la scelta di attori non professionisti, futura costante (fino a un certo punto) del neorealismo italiano del dopoguerra. Quest’ultimo dato, unito al fatto che il regista è niente meno che il giovane Roberto Rossellini, produce nel tempo l’investitura critica del film come prototipo del neorealismo. Si tratta di un giudizio pressochè unanime da parte della critica cinematografica che conta, che tuttavia è completamente errato.
La nave bianca è un bel film, tecnicamente all’altezza. Il talento narrativo e visivo del giovane regista sono fuori discussione: egli è una promessa ampiamente mantenuta del cinema italiano. Tutto il resto però deve essere sfatato. A cominciare dall’arrampicata sugli specchi della critica, che deve giustificare che il regista del primo film antifascista italiano, Roma città aperta, abbia girato, sotto l’ala protettrice di Vittorio Mussolini, ben tre pellicole di propaganda militare fascista, una per arma, milizia esclusa (La nave bianca appunto, Un pilota ritorna e L’uomo dalla croce). Si tratta senza dubbio di tre esercizi di stile, e su questo la critica ha ragione, né è un disonore avere lavorato sotto l’ala protettrice di Vittorio Mussolini, come tanti cineasti di successo del dopoguerra avevano fatto da giovani.
PREMI
Il film è stato presentato alla Mostra di Venezia del 1941 ed ha vinto la Coppa del Partito fascista.
regia di ROBERTO ROSSELLINI
(Roma, 1906 – 1977) Si avvicina al cinema verso la metà degli anni ‘30, realizzando sia come montatore che come regista alcuni cortometraggi per l’Istituto Luce, da “Daphne” (1936) a “Fantasia sottomarina” (1939) sino a “Il ruscello di Ripasottile” (1941). Nel ‘38 collabora alla sceneggiatura di “Luciano Serra pilota” di Goffredo Alessandrini e nel ‘41 esordisce dietro la macchina da presa con “La nave bianca”, segmento iniziale di una “trilogia della guerra” più tardi completata da “Un pilota ritorna” (1942) e da “L’uomo dalla croce” (1943). Il 1945 è l’anno di “Roma città aperta”, capo d’opera ed apripista del neorealismo italiano, seguito da altri due film d’eccezione quali “Paisà” (1946) e “Germania anno zero” (1948). Con “Stromboli – Terra di Dio” (1950) dà il via al suo sodalizio artistico con Ingrid Bergman, segnato da tematiche legate alla solitudine dell’individuo e da un linguaggio cinematografico innovatore e seminale; “Europa ‘51” (1952) e “Viaggio in Italia” (1953) saranno – successivamente allo splendido interludio di “Francesco, giullare di Dio” (1950) – le tappe successive di questo periglioso, affascinante percorso. Dopo un periodo di crisi artistica e personale, caratterizzato da un lungo viaggio in India destinato a produrre materiale per l’omonimo film documentario del ‘58, egli dirigerà opere formalmente impeccabili ma non più che corrette quali “Il generale Della Rovere” (1959), “Era notte a Roma” (1960) e “Viva l’Italia” (1961), prima di dedicarsi interamente alla regia di lavori a carattere divulgativo e didattico pensati per la televisione: da “Età del ferro” (1964) agli “Atti degli Apostoli” (1968) fino a “Socrate” (1970), i prodotti di questa fase risultano però tutti di modesto interesse artistico, con l’eccezione de “La presa del potere di Luigi XIV” (1966), realizzato per la TV francese ed all’altezza delle cose sue migliori. Tornato al cinema, realizza “Anno uno” (1974) ed “Il Messia” (1975). Poco dopo, il 3 giugno 1977, si spegne a Roma.
cast tecnico
> regia – Francesco De Robertis, Roberto Rossellini
> sceneggiatura – Francesco De Robertis, Roberto Rossellini
> fotografia – Giuseppe Caracciolo
> montaggio- Eraldo Da Roma
> musiche – Renzo Rossellini
> scenografia – Amleto Bonetti
> produzione – Centro Cinematografico del Ministero della Marina, Scalera Film
> durata 77’
> genere – GUERRA
1941
One Response to “La nave bianca”
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» Blog Archive » 15° GALLIO FILM FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO 2011 Says:
luglio 20th, 2011 at 22:56[...] LA NAVE BIANCA [...]



