Lettere dal deserto (Elogio della lentezza)
lunedì 25 luglio ore 17,45
SINOSSI
Ogni giorno da 20 anni Hari percorre a piedi il deserto del Thar, nell’India del Nord, per decine di kilometri, per consegnare lettere a villaggi sperduti, per tessere le fila di vite remote che si raccontano amori, matrimoni, successi e decessi. Hari e’ un postino e la sua vita scorre lenta come la sabbia del deserto fino a quando il suo figlio maggiore, che vive nella grande città’, gli manda un regalo tanto gradito quanto inusuale: un telefono cellulare di seconda mano. Hari non sa come usare quella diavoleria, cosi come non capisce perché quegli operai stanno issando antenne e ripetitori proprio accanto al suo villaggio.
NOTE DI REGIA
Originariamente ispirato da un articolo della giornalista indiana Pramila Phatarphekar, “Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)” è innanzitutto la riscoperta di una vita “diversa”, lenta, termine che in Occidente ha ormai acquistato un’accezione negativa. Seguendo un postino del deserto del Thar, che ogni giorno percorre chilometri a piedi o in bicicletta per recapitare un sacco pieno di lettere, il racconto fotografa il pigro avvicendarsi dei giorni e delle stagioni, vite tranquille che scorrono in un apparente immobilismo. Il messaggio per l’Occidente è chiaro: la velocità e la folle rincorsa al materiale tolgono tempo alle piccole cose, le uniche che forse vale davvero la pena di vivere; così come la tecnologia, pur portando benessere, trasforma, e non sempre in positivo, i rapporti sociali, arrivando talvolta a mettere in crisi interi settori professionali. Un racconto minimo che senza retorica ha cercato di restituire la poesia e il romanticismo di quel mondo, un mondo in inesorabile estinzione.
regia di Michela Occhipinti
Nata a Roma, Michela Occhipinti si trasferisce a Milano nel 1991 e poi a Londra, dove inizia a lavorare nella produzione di documentari e pubblicità come ricercatrice ed assistente di produzione. Dal ‘95 vive a Roma e lavora in cinema, documentari e pubblicità in vari ruoli tra produzione, regia e casting, per produzioni nazionali ed internazionali in Italia ed all’estero. Nel 2003 viaggia per un anno in Sud America dove produce e dirige il suo primo documentario, “¡Viva la Pepa ! (Ridateci la Costituzione)”, sulla situazione sociale in Argentina (Romadocfest 2005; Tek Festival 2006: Menzione Speciale della Giuria; circuito «Un cinema per i diritti»; Maori TV; RAI 1 versione 30’). Dal 2005 al 2007 collabora con RAI 2 come regista esterna al programma “Un Mondo a Colori” per il quale dirige vari reportage sull’immigrazione. Nel 2008 gira in Malawi “Sei Uno Nero”, un documentario non profit sull’apertura di una radio per la prevenzione dell’HIV.
cast tecnico
>regia – Michela Occhipinti
>sceneggiatura – Michela Occhipinti, Simona Coppini, Pau Mirabet
>fotografia – Pau Mirabet
>musiche – Cristiano Fini
>montaggio – Antonella Bianco
>produzione – Start Studios
>prodotto da – Michela Occhipinti
>durata 88’
>genere – FILM DOCUMENTARIO
2010


