Gangor
mercoledì 27 luglio ore 16,00
SINOSSI
Upin, fotoreporter, viene inviato nel Bengala occidentale per un reportage sullo sfruttamento e la violenza subita dalle donne tribali. A Purulia, mentre fotografa un gruppo di indigene intente a lavorare, Upin mette a fuoco Gangor rimanendo profondamente turbato dall’immagine di lei mentre allatta il suo bambino. La foto viene pubblicata in prima pagina suscitando scandalo e la vita di Gangor cambia drammaticamente. Upin ignaro di tutto, dopo essere tornato a Calcutta da sua moglie, ossessionato dal pensiero di Gangor, decide di tornare a Purulia per ritrovarla. Upin scoprirà così di essere diventato, senza volerlo, strumento della stessa violenza che avrebbe voluto fermare.
NOTE DI REGIA
“Cos’hai dietro il corsetto, che hai? Choli ke pichhe, kya hai?” È stata una “hit song”, una canzone popolare di un film bollywoodiano, di qualche anno fa. Il “choli” è l’indumento, indossato dalle tribali, il corsetto, che copre la parte media del tronco e lascia scoperta la pancia. La canzone è stata cantata e ballata da milioni d’indiani. Partendo da questo successo popolare, Mahasweta Devi, impegnata da anni a livello politico e sociale a favore delle comunità emarginate, ha scritto un racconto breve, dallo stesso titolo, “Choli ke Pichhe”. È la storia di un gap tra culture e linguaggi, tra chi ha e la povertà da cui è circondato. È la storia di donne che hanno il coraggio di lottare per la dignità femminile. La relazione distruttiva tra un fotoreporter di classe media urbana e la povertà del mondo rurale espropriato della sua dignità. Il film è nato da questo incontro, con una donna straordinaria come Mahasweta Devi, dalla lettura del suo racconto folgorante, qualcosa che cercavo da tempo, ripensando anche alla realtà dell’India documentata dalla poetica di Pasolini e Rossellini. Sono le donne che appaiono intorno a Gangor, la protagonista del film. Lavorare con loro e in mezzo alla loro bellezza è stata per me un’esperienza intensa. Come lo è stato realizzare questo film con una troupe mista, italiana ed indiana, un innamoramento tra culture.
regia di Italo Spinelli
Regista teatrale e cinematografico, lavora in teatro come aiuto regista di Carlo Cecchi e Luca Ronconi. In seguito mette in scena, fra gli altri lavori, “Creditori” di Strindberg, “Woyzek” di Buchner, “La giornata di uno scrutatore” di Calvino e “Platone” tratto dalla Repubblica, per il Piccolo Teatro di Milano. Esordisce nel cinema con “Doppio movimento” (co-regia P. Grassini) e più tardi dirige “Roma Paris Barcelona” (Premio Vittorio De Sica). È autore di documentari e reportage tra cui “Ripensando Lima” (1988), “India: un paese in trasformazione” (1992), “Un fiume di Cinema – Sulle tracce di Michelangelo Antonioni” (1995), “Danzando in Cambogia” (1998), “Bernardo Bertolucci Hyderabad” (2000), “Le strade di Shantaram“ (2009). Nel 2002 ha pubblicato “Indian Summer. Films, Filmakers and Stars between Ray and Bollywood”, Edizioni Olivares. È fondatore e direttore artistico del Festival Asiatica, Incontri con il Cinema Asiatico, che si tiene a Roma dal 2000.
cast artistico
> Upin – Adil Hussain
> Ujan – Samrat Chakrabarti
> Gangor – Priyanka Bose
> Shital – Seema Rahmani
> Medha – Tillotama Shome
cast tecnico
> regia – Italo Spinelli
> sceneggiatura – Italo Spinelli
> fotografia – Marco Onorato
> montaggio – Jacopo Quadri
> scenografia – Gautam Basu
> costumi – Suchismita Dasgupta
> produzione – BiBi Film – Isaria Productions – Nirvana Motion Pictures – Rai Cinema
> prodotto da – Angelo Barbagallo, Vinod Kumar, Isabella Spinelli
> durata 91’
> genere DRAMMATICO
Italia/India 2011


