Greco e Battiston a Gallio





Greco e Battiston
a Gallio certificano
«Cinema in salute»


«Non più opere per la massa ma per un pubblico attento, che seleziona. In questo Gallio è di aiuto, stimolo e confronto». Giornate di full immersion

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  • Giornale di Vicenza – Domenica 01 Agosto 2010
  • SPETTACOLI


  • Gerardo Rigoni
    GALLIO
    È un cinema in salute quello italiano. Lo garantiscono il regista Emidio Greco e l’attore Giuseppe Battiston presenti a Gallio in questi giorni come, rispettivamente, presidente e giurato della giuria del Film Festival Opere Prime. Dieci giorni di full immersion di cinema con attività collaterali tra cui molti momenti di confronto tra registi, attori e pubblico. Pubblico definito da Battiston, «la linfa del cinema stesso».
    «Perché non facciamo cinema per noi stessi lo facciamo per voi – dice Battiston – Sono i club ed i cinema d’essai che ci permettono di proseguire. L’arte cinematografica è mutata, il cinema oggi non è più un fenomeno di massa, i ruoli si sovrappongono, un film è oggigiorno un lavoro di gruppo. E così anche il pubblico deve ri imparare ad andare al cinema, deve formare una cultura cinematografica».
    «Ma più che altro i due pubblici, quello televisivo e quello cinematografico, sono diversi e distanti uno dall’altro – interviene Emidio Greco -. La crisi del cinema oggi, dopo il vuoto degli anni ‘80 – ‘90, non è dato dalla regia ma dalla mancanza di sceneggiature. Non è facile inventare qualcosa di nuovo, di inaspettato; il pubblico del cinema non vuole che ci si ferma solo a raccontare storie. In realtà l’Italia ha un gruppo di registi che pochi possono vantare. Il cinema italiano è un cinema importante, sofisticato. Ecco quindi la difficoltà di creare qualcosa di non convenzionale».
    Difficoltà che fanno però emergere ancor di più l’importanza di festival come quello di Gallio che permette a giovani registi di mettersi in mostra, di confrontarsi. Un festival dove sono emerse molte cose interessanti ma anche qualche avvertimento sottolineato da Battiston: «Ho lavorato con molti registi importanti e qui a Gallio, festival che deve spiccare il volo, ho visto cose apprezzabili. Il pubblico di Gallio è privilegiato perché vede opere che non raggiungeranno le sale. Però ho visto anche alcune regie molto televisive. Si rischia di disperdere la pienezza del linguaggio della narrativa cinematografica».
    «È vero – conferma Greco – Si fa fatica a ritornare alla freschezza del cinema. Infatti, l’importanza del Festival di Gallio sta proprio nel fatto che fornisce ai giovani registi lo spazio anche per sbagliare. La qualità non si può programmare; se si riduce troppo il numero di pellicole e di sceneggiature l’arte si soffoca, non emergerà più il nuovo».
    Greco e Battiston hanno appena terminato “Notizie dagli Scavi” realizzato assieme ad Ambra Angiolini, anche lei giurata di Gallio però costretta a dare forfait all’ultimo momento.
    «Si, il film è in realtà la mia opera prima visto che avevo letto la sceneggiatura nel 1964 – scherza Greco -. Ammetto che mi sono lasciato andare, ho dato grande spazio sia a Giuseppe sia ad Ambra perché assieme sono davvero sublimi». «Allora anch’io dico che è stato mio esordio da attore – aggiunge Battiston -. Perché ho interpretato un ruolo del tutto nuovo per me…».

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